
Al via la campagna di sensibilizzazione e prevenzione sulle nuove droghe emergenti per migliorare performance e immagine fisica. Il progetto, coordinato dall’Università di Trento e finanziato dal Ministero della Salute, è stato lanciato oggi alla presenza di esponenti del settore e del ministro per lo sport e i giovani. I cinque video della campagna anche su Youtube
Passione per lo sport, impegno di allenamenti e gare, soddisfazione per gli obiettivi raggiunti. Ma anche qualche insicurezza e pressioni continue a ottenere prestazioni eccellenti che possono indurre a fare uso di sostanze disponibili sul mercato per migliorare performance e immagine fisica (Image and Performance Enhancing Drugs). A raccontarlo in cinque video dal forte impatto sono giovani atleti e atlete. Il loro appello? Essere se stessi al 100%. Perché «nella vita e nello sport non ci sono scorciatoie». E lo sport è «resilienza, sacrificio, passione, tenacia, crescita, rispetto».
Questo il messaggio della campagna di sensibilizzazione e prevenzione “100% me”, coordinata dall’Università di Trento e finanziata dal Ministero della Salute. È stata lanciata oggi con la conferenza “Nuove droghe emergenti nello sport” di Rovereto alla quale hanno partecipato esponenti del settore e rappresentanti istituzionali, a cominciare dal ministro per lo sport e i giovani. Ora, attraverso i social, i video intendono raggiungere le persone giovani che praticano sport, a livello professionistico come amatoriale, per informarle dei rischi e delle dipendenze che possono derivare dall’uso di sostanze. Come danni alla salute ed esercizio compulsivo.
Le nuove droghe emergenti
Le nuove droghe emergenti nello sport – come si è spiegato nella conferenza - mirano a modificare le funzioni corporee, aumentare la resistenza, migliorare la crescita muscolare o ridurre il grasso corporeo. La scoperta e la sintesi di nuove sostanze psicoattive ha aggravato ulteriormente la situazione, con 1259 composti illeciti identificati a livello globale dall’Ufficio delle Nazioni Unite nel 2024 e almeno un’ulteriore sostanza che appare sul mercato illegale ogni settimana. Il fenomeno è sempre più variegato.
Accanto al doping, a minacciare il mondo dello sport come modello di vita sana, c’è l’uso di integratori alimentari non regolamentati e il ricorso a regimi alimentari e di esercizio fisico per inseguire ideali di bellezza in evoluzione. Si stima che un quarto della popolazione mondiale soffra di problemi di immagine a livello patologico, come disformismo corporeo. Dalla letteratura scientifica emerge poi che la dipendenza da esercizio può arrivare a coinvolgere fino al 20-30% di chi pratica lo sport da atleta professionista, il fitness e sport di resistenza come la corsa.
Un’area di ricerca riguarda le arti marziali giapponesi. Secondo alcuni studi, infatti, le persone praticanti kendo e altre forme di budo hanno meccanismi di protezione al doping e alle
sostanze e mostrano una stima di se stessi maggiore rispetto a chi pratica altri sport. Per questo alla conferenza di Rovereto si è voluta in apertura la performance di due kendoca.
La campagna
La campagna nazionale di sensibilizzazione e prevenzione sull’uso di sostanze nello sport “100% me” è un progetto dell’Università di Trento, finanziato dal Ministero della Salute - Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del Comitato tecnico sanitario. È stata coordinata da Ornella Corazza e Thomas Zandonai di Addiction Science Lab, laboratorio di ricerca e divulgazione, che approfondisce le sfide poste dalle dipendenze per individuare soluzioni innovative di prevenzione, diagnosi e trattamento.
Il progetto promuove la consapevolezza sui rischi delle sostanze per migliorare performance e immagine fisica, vuole ridurre lo stigma e trasmettere un messaggio forte sulle qualità che atleti e atlete devono coltivare per non ricorrere al doping.
È frutto di un anno di intensa collaborazione tra ricerca universitaria, sport e arte. Infatti, è nata all’interno dell’Addiction Science Lab e vede protagonista un gruppo di atleti e atlete. Tra loro il medagliato alle Olimpiadi di Parigi 2024 Carlo Tacchini (argento nella canoa, specialità C2 500), atlete di livello nazionale come le arciere Aiko Rolando ed Elisa Roner e la pattinatrice Beatrice Carletti. Per l’Università di Trento hanno partecipato la dottoranda/atleta Beatrice Scartezzini (canoa) e la studentessa Eleonora Zorzi (ex-judoka). Insieme sono stati realizzati i cinque video, girati in Trentino e diretti da Piero Muscarà ed Eleonora Zamparutti di Arte.it con colonne sonore di Leonidas Danezos.
I materiali da oggi vengono diffusi tramite i canali social delle associazioni sportive e altri partner, con il supporto della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), del Comitato olimpico italiano (Coni), dell’Organizzazione nazionale antidoping (Nado), del Comitato olimpico Milano-Cortina 2026 e di altre istituzioni sportive e sanitarie nazionali. Inoltre, la Società internazionale per lo studio delle droghe emergenti (Issed) consentirà un'ampia diffusione internazionale. I video saranno utilizzati anche come materiale didattico e formativo nelle scuole, nelle università, nelle associazioni sportive e saranno proiettati in occasione di eventi sportivi.
Video disponibili su: https://www.youtube.com/@addictionsciencelab
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